Personal Branding, sapete tutti cos’è?

E’ l’approccio che ognuno di noi ha nel web e nei Social Network, il modo in cui comunica e approccia questi canali di comunicazione e la risultante immagine che se ne crea e che le persone hanno di rimando.

Questa la definizione che ne danno Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti, autori del libro “Personal Branding”: “Il personal branding è il processo per identificare, coltivare e comunicare nella maniera più efficace la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner dovrebbero scegliervi al posto di qualcun altro. Fare personal branding significa impostare una strategia per individuare i propri punti di forza, quello che vi rende unici e differenti rispetto ai vostri concorrenti, e per comunicare in maniera efficace cosa sapete fare, perché lo fate, come lo sapete fare e quali benefici siete in grado di offrire. Internet – e in particolare i social media – sono il “doping” del personal branding e lo hanno rivoluzionato completamente. I protagonisti della Rete moderna sono gli utenti, siete voi, siamo tutti noi… Quello che un tempo era privilegio di pochi – ossia la possibilità di produrre, distribuire e promuovere una propria idea o creazione – è ora a disposizione di tutti. Non comprendere la rivoluzione che è avvenuta in questi anni comporterebbe inoltre il rischio di uniformarsi al peggior nemico del personal branding: l’autopromozione.”

Questa breve introduzione al libro, ci fa comprendere come i Social Media hanno accellerato e reso più che mai complesso questo processo, rendendo, a mio avviso, spessissimo Autopromozione quello che voleva essere inizialmente altro. E l’autopromuoversi (detto volgarmente “chi si loda, si sbroda”) è un processo delicato, ancor più oggi coi mille “palchi” che possiamo usare per la nostra immagine pubblica.

Questo post voleva essere, in realtà, una intro ad un servizio gratuito web, Vizify, che uso da un pò, ma che con l’aggiornamento di ieri con il “Twitter video” sta diventando davvero una utile e ulteriore vetrina oltre al curriculum standard e/o su Linkedin. 
Ne apprezzo davvero la grafica e i colori che su Linkedin e nel curriculum standard, non sono di solito considerati.

Vizify.
E’ ovviamente molto social oriented e si collega a tutti i canali social personali che avete, Facebook, Linkedin, Foursquare e soprattutto Twitter e Instagram.
Poi potete aggiungere altre pagine con:

-Studi
-Curriculum lavorativo
-Locations, i vostri luoghi con un’animazione (io ci ho inserito il mio #girodilaria) 
-Quote, le vostre frasi preferite che vi caratterizzano
-Photo, vostri scatti da Instagram o FB







Un modo dinamico, creativo e social di rappresentare voi e il vostro lavoro.
Lo trovo molto utile per chi lavora nel Web e nei Social Media, con ispirazione creativa.
Non sarà un’alternativa a Linkedin che rimane principale e professionale, ma credo che oggi servano anche forme di comunicazione più nuove e al passo col mondo che cambia, che ne dite?

Ricordate sempre di inserire informazioni, lavori e studi veritieri e verificabili per far si che la vostra immagine “online” sia in linea con la vostra persona: il distaccamento tra on line e off line non dovrebbe mai sentirsi.. 

Il mio Vizify.

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